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Capitolo  Ventidue.  Stato e societ nel regno d'Italia  dal  1861  al
1876.


Paragrafo 1 . Le forze politiche e sociali.

     
Nel nuovo regno d'Italia la classe dirigente era ancora costituita  da
una  ristretta  minoranza.  La legge elettorale  infatti,  votata  dal
parlamento  sabaudo nel 1860, assegnava il diritto  di  voto  ai  soli
cittadini  maschi, che avessero compiuto 25 anni, sapessero leggere  e
scrivere  e  pagassero un'imposta di almeno 40 lire. Il  totale  degli
elettori,  circa  418.000 cittadini, era pertanto  pari  al  7%  della
popolazione  maschile  adulta;  a  ci  bisogna  aggiungere   che   la
percentuale dei votanti rest per moltissimi anni al di sotto del  60%
degli aventi diritto.
     All'interno  di  una  cos ristretta classe dominante  esistevano
due  orientamenti politici, la Destra e la Sinistra,  che  esprimevano
interessi di categorie sociali differenti.
     La   Destra,   formata  da  liberali  moderati  e   conservatori,
rappresentava  soprattutto la grande propriet  terriera  e  la  ricca
borghesia finanziaria.
     La  Sinistra  era  meno compatta, in quanto in  essa  confluivano
forze   politiche  diverse,  dai  repubblicani  mazziniani,  agli   ex
garibaldini, alla Sinistra moderata del vecchio parlamento sabaudo. La
sua base sociale era la media e piccola borghesia, formata soprattutto
da imprenditori, professionisti e intellettuali.
     Differenze   significative  esistevano   anche   nei   programmi.
Riguardo  all'organizzazione dello stato,  la  Destra  era  favorevole
all'accentramento  dei  poteri e delle funzioni,  che  avrebbe  potuto
consentire  un pi efficace controllo politico su tutto il  territorio
nazionale;  essa  osteggiava il decentramento auspicato  invece  dalla
Sinistra,  poich temeva che avrebbe favorito le forze democratiche  e
repubblicane e le spinte antiunitarie presenti soprattutto nell'Italia
meridionale  dove,  con  l'unificazione, erano emersi  gravi  problemi
sociali.   Relativamente  ai  rapporti  politico-sociali,  la   Destra
intendeva  mantenere  un  suffragio elettorale  ristretto,  mentre  la
Sinistra  ne  auspicava  l'allargamento. Per la  Destra,  la  politica
economica  doveva  porsi come obiettivo prioritario  il  pareggio  del
bilancio statale, da raggiungere in tempi brevi attraverso un prelievo
fiscale basato sulle imposte dirette sui redditi e su quelle indirette
     
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     sui  consumi,  che invece la Sinistra intendeva ridurre.  Diversi
erano  anche  gli  orientamenti di politica doganale:  la  Destra  era
liberoscambista  e  la Sinistra protezionista. Per  quanto  concerneva
infine  il  completamento dell'unificazione territoriale, la  Sinistra
continuava a sostenere la necessit dell'iniziativa popolare congiunta
con   spedizioni   militari,  mentre  la  Destra  preferiva   l'azione
diplomatica.
     La  base  elettorale era cos ristretta che, in alcune zone,  per
eleggere  un  deputato erano sufficienti poche  decine  di  voti.  Per
questo  la  Destra e la Sinistra non corrispondevano ad organizzazioni
politiche  stabili, come i moderni partiti, ma a gruppi  di  opinione,
che  generalmente  facevano  capo  a  circoli  o  a  giornali,  e  che
svolgevano attivit politica soprattutto nei periodi elettorali.
     La  Destra, vittoriosa alle elezioni del gennaio 1861,  form  un
governo presieduto dal Cavour.
